La crisi è un'arma di propaganda globale per rimettere a posto il pianeta distribuendo il potere come fu fatto a Yalta post II guerra mondiale.
La crisi è un'affermazione del mercato e del capitalismo quello senza se e senza ma. La crisi ci lascerà un'economia capace di creare ricchezza e riportare il pianeta su un modello di crescita diverso ora che è finita il maniacale perseguire della crescita fosse sostenuta dall'aurea moneta quanto dal sole nascente del socialismo o del comunismo. Crescere, piani programmatici, industrie, consumi e regole, regole ovunque perchè tutto proceda sulla vetta di un'infinita salita dove si distribuisca ricchezza senza produrla. Abbiamo creduto in qualcosa che non c'è , in un mito di ordine e progresso, in un modello di società dove il diritto permei la vita di ognuno quanto la sua morte.
Questo modello è finito, è finito il concetto di un'economia funzionale al modello sociale. Società ed economia sono due cose differenti e l'una non può essere riportata a nessun modello di ordine universale. Il sogno di un sistema universale di valori e regole, di una democrazia esportabile non ha più significato. La battaglia finale la sta vincendo la CINA, una dittatura dove non c'è parlamento, suffragio universale, dove l'opinione pubblica (manipolabile) non conta nulla, dove il principio di maggioranza è inviso e sconosciuto. La guerra l'ha vinta l'oriente e l'occidente della morale e del diritto universale sta cedendo il passo a quella cultura che conobbe per prima il senso del nulla e partorì l'idea dello zero quanto riconobbe che la maggioranza degli uomini e cattivi e che la legge e l'uomo sono in conflitto perchè nulla della necessità degli uomini può essere ridotta a fattispecie.
Così rimane davanti a noi una crisi che è una sconfitta di fronte alla quale si esaltano i mille dubbi di una soluzione, di fronte alla quale non resta che aspettare e confidare nelle necessità della moneta, del capitale....
Nel dibattito vacuo e povero della nostra politica così prevale spesso l'inutile idea di cancellare le furie che perseguitano l'economia attravero un sistema di regole ed interventi nel mito che la legge possa fermarle...in questa rivisitazione delle eumenidi preferisco riportarmi al pensiero di un povero vecchio governante di Tebe che scelse la cecità per smettere di conoscere e capire....





