Cecità e tabù economici
Intervenire, agire non significa in un attimo risolevere ma spesso sono azioni
necessarie per avviare la soluzione dei problemi. I primi provvedimenti del nuovo governo, insediatosi in tempi record, sono i primi passi per risolvere le urgenze del paese legate soprattutto ad una domanda interna e quindi a dei consumi assolutamente pari allo zero, sintomo sia di una sofferenza lato reddito della famiglie sia di un'incertezza economico-sociale che anima aspettative negative.
Gli interventi realizzati sono al pari di un'aspirina in grado di curare i sintomi ma non la malattia, ma non per questo vanno considerati come meri palliativi poichè riflettono nella loro sostanza, tangibile ed effettiva, un mutato spirito della politica più vicina al paese vero ed ai problemi quotidiani. L'Italia è da sempre un paese con un fondo anarchico resistente e diffuso che rifugge l'idea di stato ed anima un'indolenza, una protesta che spesso è portatrice di immobilismo e corporativismo e come tale rappresenta il negativo del paese. Questo è stato spesso inseguito dalla politica e ben venga che sia il PdL sia il PD ora ne rifuggono lasciando solo al capopolo Di Pietro l'inseguimento di questa opinione pubblica che dal voto è uscita sconfitta e priva di rappresentanza a fronte del suo anacronistico senso di irresponsabilità.
Ben venga questo Parlamento pronto a fare per il paese seppur nel distinguo necessario delle idee e dei progetti senza scendere nella faziosità becera dei Travaglio e dei Grillo. Ben venga perchè fa bene all'economia e quindi al nostro portafoglio ed al nostro futuro.
Certamente il provvedimento sui mutui non risolve il problema di quanti hanno sottoscritto un tasso variabile ed ora pagano l'innalzamento dell'Euribor, frutto di un cartello bancario europeo, però non per questo deve essere svilito giacchè rappresenta un segnale che deve incentivare le banche a tarare i tassi effettivi dei mutui sul reale andamento del costo del denaro senza giochetti per speculare sui risparmiatori e sulle famiglie. E' un intervento che invita le banche a raffredare l'Euribor, è un tentativo persuasivo che le banche sicuramente prenderanno in considerazione per questo i consumatori devono vedere la possibilità di consolidare le rate al 2006 come uno strumento di minaccia ed "estrema ratio" che possono impugnare nel momento in cui nei prossimi 3 mesi non si avrà un raffredamento nell'aumento delle rate. E' un'opportunità che se attuata dalla gran parte delle famiglie gravate da un mutuo rischia di esporre il sistema alla minaccia di un consolidamento, di fatto, del debito, che deprimerebbe i margini previsti nei prossimi 5 anni. Sono per questo sicuro che porterà le banche a dare un'alternativa pronta a questa soluzione, facilitando le operazioni di ricontrattazione e surroga dei mutui senza creare burocratici intralci.
Certamente, il provvedimento dell'ICI non abbasserà la pressione fiscale in maniera significativa ma è il segnale che il federalismo fiscale non si realizza con le tasse patrimoniali locali. L'ICI ha gonfiato e drogato i bilanci dei comuni e colpito un bene come la prima casa che assolutamente non è rappresentativo di una capacità reddituale effettiva ma semma di una ricchezza, il cui formarsi ha già subito una tassazione fiscale. La casa come il reddito da lavoro dipendente non potranno più essere sorgenti facili nè per il Fisco nè per i Comuni. E' il segnale che il vento cambia.
Certamente, il provvedimento sull'immondizia è decisionista, mostra uno stato che agisce anche con la forza per risolvere un problema che sta danneggiando l'immagine del paese con effetti devastanti sul turismo e che va risolta in ogni modo. In realtà è un intervento gestito con gli strumenti ordinari del diritto a fronte di un'emergenza che poteva giustificare anche scelte straordinarie. E' il segnale di uno stato di diritto che vuole far sentire al paese la sua presenza ed azioni incentivando i cittadini al rispetto delle regole ed al senso di responsabilità. Lo stesso vale per la sicurezza.
E' fondamentale che questi primi provvedimenti siano inseriti in un piano di azioni che porti al cambiamento il paese per renderlo competitivo rispetto al mondo globalizzato e per dare ai suoi cittadini benessere ed opportunità. Ben venga che il PD abbia assunto una posizione propositiva e positiva rispetto ai provvedimenti abbandonando, speriamo definitivamente le armi spuntate dell'antiberlusconismo e del populismo.....quelle cosuccie da poveracci della politica lasciamole a chi punta non alla guida del paese ma ad avere una posizione opportunistica raccogliendo quattro voti qua e là.....
L'economia premierà questo governo e questa opposizione nella misura in cui mostreranno concretezza e proattività rispetto ai gravi problemi del paese.