Cecità e tabù economici
Le primarie del PD si sono concluse con un ottimo risultato!
Con oggi si chiude il cerchio della costruzione della nuova forza moderata e socialdemocratica che ricorderà come date cardine il 14 ottobre ed il referendum sul Welfare.
Partiamo da una prima considerazione:
"Questa nuova forza moderata e socialdemocratica mancava all'interno della politica italiana dai tempi di tangentopoli quando il partito socialista fu travolto dallo scandalo tangenti ben oltre i suoi effettivi demeriti e colpe."
L'acume dei dirigenti DS e Margherita ha portato alla costituzione del nuovo partito attraverso una strategia nuova ed innovativa che assimilerei al collocamento in borsa di una nuova società.
La strategia del nascente PD è stata ben orchestrata dal governo Prodi, che ha agito in maniera sinergica per dotare il partito democratico di un reddito politico adeguato per costituirsi uno zoccolo duro ed omogeneo di azionisti.
"In questa ottica, tutti i provvedimenti governativi sembrano orientati a radunare consensi attorno alla nuova forza politica nella logica dell'omogeneità e quindi stabilità del voto."
Scientificamente il Partito Democratico non nasce dai ceti sociali storici della sinistra ma da quelli dell'ex PSI e ex DC, che questo governo ha sapientemente onorato di una politica di favore.
Questa omogenea fascia sociale di riferimento si può delineare partendo dai cinquantenni che appartengono all'ultima folta generazioni (i baby boom degli anni '60) ed includendo i loro giovani figli fra i 20 ed i 35 anni, un elettorato di riferimento che comprende:
Questo rappresenta un bacino elettorale certo che oscillerebbe fra gli 8 e gli 11 milioni di voti e che renderebbero il PD il primo partito italiano.
Il successo di questa iniziativa è sotto gli occhi di tutti, meno lo sono gli ingredienti di questo meraviglio dolcetto:
Sulla base di questi ingredienti, il Partito Democratico non è assolutamente un operazione di facciata o di marketing pubblicitario ma è di fatto sia un partito nato per governare utilizzando i moderni strumenti della politica e della comunicazione, sia un'azienda che punta a gestire politica e governo del paese con una struttura organizzativa piatta e collaborativa ed un azionariato di riferimento vasto ed omogeneo.
Tutta questa operazione, per la sua perfezione e novità mi fa venire in mente Ivan il Terribile, ma non pensate al personaggio storico ma al film di Sergej M. Ejzenstejn, un capolavoro del cinema moderno che la comunicazione e marketing del Partito Democratico hanno forse avuto come modello riprendendone alcuni tratti essenziali quali:
Non so se Walter ami questo film che adoro, ma so che devo ringraziare la cultura del PCI e spero del nascente PD, se oggi il DVD di Ivan il Terribile è nelle mie mani dopo anni di ricerca....giacchè un pomeriggio d'estate l'ho trovato nella ex libreria comunista "Rinascita" fra i DVD raccolti nella sezione del cinema russo ...accanto ho trovato il Guerra e Pace di Sergej Bondarcuk....
Ma forse quella cultura non esiste più....già perchè dopo tanti elogi alla strategia politica del PD, rimane la tristezza per la scarsezza dei contenuti sociali finora espressi; già perchè alla bravura nel conquistarsi spazio e voto politico non corrisponde alcuna visione della società ma solo una chiara tattica per mantere voti e appoggio delle lobby di riferimento.
"Di fatto il PD appare in concreto un potente strumento per normalizzare l'eccezione Italia nell'ottica della globalizzazione economica e della completa armonizzazione del nostro paese e dell'Europa allo standard di società e cultura rappresentato da Inghilterra e Stati Uniti."