Le previsioni della Federal Riserve (Fed) sull'economia statunitense per il prossimo biennio sono positive. La Fed prevede una crescita del 2,5% per il 2012 e del 3% per il 2013. Tuttavia alcuni analisti sono rimasti parzialmente delusi dalle previsioni di crescita economica ma non possiamo dimenticare che la crisi economica internazionale è ancora in atto e la ripresa dell'economia reale sembra essere un processo lento.
Questo è dovuto anche ai problemi economici presenti nel Vecchio Continente che attualmente è lontano dall'essere quel partner commerciale con cui gli Stati Uniti possano proficuamente dialogare. In effetti, l'Europa è ancora un cantiere aperto e le sue politiche economiche rappresentano attualmente un'incognita. A questo proposito la Banca Centrale Europea (Bce) dovrebbe instaurare politiche monetarie con una visione aperta e non trincerarsi in posizioni rigide.
Segnali incoraggianti sono arrivati dal settore creditizio Usa in quanto, dopo tre anni in cui le banche americane avevano gradualmente ridotto i prestiti, oggi molti istituti di credito americani sono tornati a rilasciare prestiti. I miglioramenti più evidenti si hanno avuti nel settore del credito alle imprese, nella speranza che queste possano stimolare gli investimenti in conto capitale. In particolare, la situazione è decisamente migliorata per le piccole imprese: solo il 3% dei proprietari di aziende di piccole dimensioni ha indicato nella mancanza di credito il loro problema maggiore.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro statunitense, il trend è sicuramente positivo: a dicembre 2011 sono stati creati 200.000 nuovi posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso, quasi a sorpresa, all'8,5%. Il prossimo obiettivo delle politiche americane è portare il tasso di disoccupazione alla soglia del 6%. Questo rimane però un obiettivo da raggiungere nel medio-lungo periodo (4-5 anni) in quanto la strada verso una piena occupazione è lenta e soggetta a numerose variabili.
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